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Dopo anni di lotta da parte delle associazioni animaliste, ad oggi sono 3 le regioni italiane che hanno vietato il collare a strozzo. Ancora troppo poche, ma abbastanza da farci sperare che il nostro paese vada verso la direzione giusta.
Il collare a strozzo è legale in gran parte d’Italia: lo sapevi? Ebbene sì, purtroppo sono ancora tantissime le persone che tengono i cani in catene, letteralmente. Perfino alcuni addestratori si dicono favorevoli all’uso dei collari a strozzo in casi particolari (per esempio, in occasione di comportamenti troppo vivaci o disobbedienza). Inutile dire che noi di Cane in Viaggio siamo fermamente contrarie.
E non siamo sole: il collare a strozzo è illegale in Campania, Umbria e Lazio. Queste tre regioni hanno compiuto la scelta coraggiosa di dire un no deciso ai collari a strozzo per cani “vivaci” e quindi di porre fine alle sofferenze di tanti animali. Spesso si tratta di cani che non hanno ricevuto un addestramento adeguato, che sono accompagnati da padroni dispotici e incapaci di educarli o che hanno problemi da affrontare insieme a un esperto. Non certo da eliminare facendoli soffrire!
Le regioni che hanno reso il collare a strozzo illegale
Umbria, Campania e, più recentemente, Lazio hanno scelto di mettere in atto una vera e propria normativa che punisca l’utilizzo di questo strumento. Le altre regioni hanno espresso regole poco chiare oppure hanno del tutto evitato l’argomento fino ad ora: è il caso di Liguria, Sicilia e Basilicata, che non hanno alcuna normativa sui collari a strozzo. Invece in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo e Puglia è vietato mettere i cani in catene ma le normative presentano deroghe poco chiare e per nulla circostanziate.
Ecco il motivo per cui non possiamo far altro che gioire davanti alla scelta del Lazio di unirsi a Campania e Umbria per rendere il collare a strozzo illegale. Si tratta di una pratica barbara, che soffoca e fa del male all’animale senza di fatto avere un intento educativo. I collari a strozzo per cani, infatti, non hanno dimostrato di avere alcuna validità nell’addestramento di un cucciolo o nella rieducazione di un cane dominante, anzi.
Usare questo tipo di coercizione nei confronti di una creatura che dovrebbe ricevere amore e cure non farà che renderla più aggressiva nei confronti degli umani e spezzare la fiducia tra l’animale domestico e i suoi padroni. Le alternative sono numerose, ben più educative e decisamente meno traumatiche per il povero cagnolone.
Cosa posso usare al posto del collare a strozzo?
Esiste una tipologia definita “semistrozzo” che sconsigliamo comunque di usare, se non per scopi medici (anche la recente normativa del Lazio ha previsto che questi strumenti si possano usare dopo che il cane ha subito un intervento chirurgico che richiede riposo, ma solo dietro consiglio del veterinario che ha effettuato l’operazione). Come fare allora quando il tuo cane è un po’ troppo vivace o se aggredisce i tuoi ospiti?
Se hai un cane “agitato” ti consigliamo vivamente una pettorina antifuga.
Se il tuo cane è mordace o ha problemi comportamentali, chiedi consiglio al tuo veterinario.
Il punto focale qui non è la tipologia di collare da utilizzare, ma il comportamento del cane. Se senti la necessità di mettere il cane in catene perché è aggressivo, c’è un problema di fondo che va affrontato. Anzi, potrebbe esserci più di un problema.
- Il cane ha un carattere aggressivo. Potrebbe trattarsi di un animale dal temperamento dominante, oppure di un cane che ha subito dei traumi e non si fida degli umani. In questo caso, parlare con un esperto di comportamento animale è l’ideale per comprendere e modificare il suo atteggiamento.
- Il cane non si fida di te. Anche in questo caso, potrebbe dipendere da un trauma subito in passato. Oppure sei stato tu, usando il collare a strozzo o in qualunque altro modo anche accidentale, a perdere la sua fiducia. Il vostro legame va ricostruito e rinsaldato con pazienza, amore e un bravo terapeuta.
- Il cane è aggressivo con altre persone. Probabilmente non è stato abituato a stare in presenza di estranei. Prova ad abituarlo pian piano, a fargli conoscere amici e parenti che vengono a trovarvi a casa o (se questi hanno paura) a educarlo a rimanere in spazi adeguati.
In nessun caso dovresti usare il collare a strozzo. Nelle regioni in cui è stato dichiarato illegale, rischi una multa fino a 2.500 euro. In tutte le altre, rischi comunque di fare del male al tuo cane e di incrinare il vostro rapporto di amore e fiducia reciproca.
Il divieto dell’uso del collare a strozzo per cani è regolamentato da diverse leggi regionali in Italia. Di seguito, una panoramica delle normative specifiche per alcune regioni:
Regione Lazio
- Legge Regionale n. 14 dell’11 agosto 2021: Questa legge modifica la precedente Legge Regionale n. 34/1997, introducendo il divieto di detenere animali legati a catena o con qualsiasi altro mezzo che limiti la loro libertà di movimento, inclusi i collari a strozzo. I trasgressori rischiano sanzioni fino a 2.500 euro.
Regione Umbria
- Legge Regionale n. 10 del 17 agosto 2016: Vieta di legare i cani a una catena. Le sanzioni amministrative variano da 150 a 900 euro.
Regione Campania
- Legge Regionale n. 3 dell’11 aprile 2019: Proibisce la detenzione di animali d’affezione alla catena o con altri strumenti simili. Tuttavia, non sono previste sanzioni specifiche per i trasgressori.
Regione Veneto
- Legge Regionale n. 17 del 19 giugno 2014: Vieta l’utilizzo di strumenti di contenzione come catene e collari a strozzo per gli animali d’affezione, salvo per ragioni sanitarie certificate da un veterinario.
Regione Lombardia
- Legge Regionale n. 33 del 30 dicembre 2009 e Regolamento Regionale n. 2 del 13 aprile 2017: Vietano di legare i cani a una catena o strumenti simili, tranne che per ragioni di sicurezza o sanitarie certificate da un veterinario. È vietato, comunque, agganciare la catena a collari a strozzo. Le sanzioni amministrative variano da 150 a 900 euro.
Regione Emilia-Romagna
- Legge Regionale n. 5 del 17 febbraio 2005: Vieta la detenzione di animali d’affezione alla catena o con altri strumenti simili, eccetto per ragioni sanitarie certificate da un veterinario o per misure urgenti e temporanee di sicurezza. Le sanzioni amministrative vanno da 150 a 450 euro.
Regione Puglia
- Legge Regionale del 7 febbraio 2020: Proibisce di tenere i cani legati alla catena o con strumenti simili, salvo per ragioni temporanee di sicurezza o sanitarie certificate da un veterinario. È vietato l’uso di collari a strozzo. Le sanzioni amministrative variano da 200 a 600 euro.
Regione Abruzzo
- Legge Regionale n. 47 del 18 dicembre 2013: Vieta l’uso della catena o di altri strumenti di contenzione, tranne per ragioni sanitarie documentabili e certificate dal veterinario curante o per misure urgenti e temporanee di sicurezza. Le sanzioni amministrative vanno da 75 a 450 euro.
È importante notare che alcune regioni, come la Sicilia e la Liguria, attualmente non dispongono di normative specifiche riguardanti il divieto di collari a strozzo. In tali casi, si applicano le leggi nazionali sul maltrattamento animale.

Mi spiace davvero leggere un simile articolo da caccia alle streghe!
Mi impegnerei di più a fare una sana e onesta cultura cinofila.
Perché, ad esempio, non vi scagliato contro chi usa guinzagli estensibili in città? Pericolosissimi per cane, proprietario, passanti, veicoli,etc?
Grazie per il tuo commento. L’intento dell’articolo non è certo quello di fare una ‘caccia alle streghe’, ma di informare sulle normative vigenti e sui rischi associati a strumenti come il collare a strozzo, il cui utilizzo è vietato in diverse regioni italiane per motivi di benessere animale.
La cultura cinofila si basa sulla conoscenza e sul rispetto delle esigenze del cane, e per questo è importante approfondire l’impatto di determinati strumenti sulla loro salute e sul loro comportamento.
Riguardo ai guinzagli estensibili, riconosciamo che in alcuni contesti possano essere inappropriati o addirittura pericolosi. Tuttavia, il focus dell’articolo è su un tema specifico, che riguarda non solo la sicurezza, ma anche la legalità. Nulla vieta di affrontare in futuro altri argomenti legati alla gestione responsabile dei cani in città.
Siamo sempre aperti a un confronto costruttivo e apprezziamo ogni spunto di riflessione che possa arricchire il dibattito sulla corretta educazione e gestione dei nostri amici a quattro zampe.
i veterinari hanno l’obbligo di denunciare chi usa il collare a strozzo per i propri animali?
In Italia, l’obbligo per i veterinari di denunciare l’uso del collare a strozzo sui cani non è uniformemente definito a livello nazionale. Tuttavia, l’utilizzo di tale strumento può essere considerato una forma di maltrattamento animale, soprattutto in regioni o comuni dove esistono specifici divieti.
Ad esempio, alcune regioni italiane hanno emanato leggi che vietano l’uso del collare a strozzo:
Regione Lazio: La Legge Regionale n. 14 dell’11 agosto 2021 modifica la precedente Legge Regionale n. 34/1997, introducendo il divieto di utilizzare catene o collari a strozzo per la detenzione degli animali.
Regione Veneto: La Legge Regionale n. 17 del 19 giugno 2014 vieta l’uso di strumenti di contenzione come i collari a strozzo per gli animali d’affezione, salvo per ragioni sanitarie certificate da un veterinario.
Inoltre, alcuni comuni hanno adottato regolamenti specifici. Ad esempio, il Comune di Roma vieta l’uso di collari a strozzo e di museruole stringi-bocca, considerandoli mezzi di costrizione contrari al benessere degli animali.
Secondo l’articolo 331 del Codice di Procedura Penale italiano, i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio hanno l’obbligo di denunciare all’autorità giudiziaria i reati di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni. Sebbene i veterinari non siano generalmente considerati pubblici ufficiali, in determinate circostanze, come quando operano in strutture pubbliche o svolgono funzioni per conto di enti pubblici, potrebbero essere assimilati a incaricati di pubblico servizio e, quindi, avere l’obbligo di denuncia.
In assenza di un obbligo legale esplicito, molti veterinari, in virtù del loro ruolo di tutela del benessere animale, scelgono di segnalare alle autorità competenti situazioni di maltrattamento, incluso l’uso di collari a strozzo in aree dove sono vietati. Questa scelta è spesso guidata da un codice deontologico professionale e da una responsabilità etica nei confronti degli animali.